Moschea: accoglienza e integrazione a Bologna
11 febbraio 2008
Dall’intervento di
MARCO GUIDI, giornalista
Vorrei chiarire alcune cose tipicamente bolognesi.
Prima cosa. Tutti quelli che gravitano intorno alla erigenda moschea fanno parte dell’UCOII, Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia. L’UCOII non è altro che la frangia italiana dei Fratelli musulmani, movimento integralista fondato in Egitto nel 1928 da un maestro che si chiamava Assad Elban. Senza andare troppo nella storia dell’UCOII, vorrei dirvi alcune cose che i Fratelli Musulmani, e quindi anche l’UCOII, hanno dichiarato di recente.
Alla domanda: “Sono
leciti i kamikaze, quelli che si fanno scoppiare in mezzo alla gente?”
Ha risposto Al Tantawi, un teologo che insegna all’Università di Al Azar [ la quale è un po’, diciamo, mutatis mutandis, il Vaticano dell’Islam sunnita, anche se in realtà ricordiamo sempre che molti che noi scambiamo per religiosi sono persone che più che altro sono esperti di diritto.]
“Non è lecito usare i
kamikaz contro altri musulmani, ma contro gli occupanti sionisti sì.”
Seconda domanda: “E’
lecito che questi kamikaze, facendosi esplodere, uccidano anche i bambini?”
Risposta di Tantawi: “Il
Corano vieta, l’uccisione di donne e bambini e persino l’abbattimento degli
alberi da frutto in guerra, ma considerando che questi bambini poi crescono e
diventeranno soldati israeliani, è lecito.”
Ma c’è dell’altro. L’UCOII, questa volta in prima persona, non attraverso i centri teologici dell’Egitto, di Al Azar, dei Fratelli Musulmani, pratica una usanza giuridica che fino a non molti anni fa era tipica dei musulmani sciiti: la taqqiya, parola araba che si può tradurre approssimativamente con dissimulazione. Cioè: tu dici una cosa e ne pensi un’altra. L’esempio tipico ultimo della taqqiya è stato un lunghissimo articolo pubblicato per ordine del magistrato sul Corriere della Sera, a firma di Nour Bashan, uno dei massimi esponenti dell’UCOII, che diceva una serie di bugie, fra cui 1) che il centro islamico di Bologna non avrebbe nulla a che fare con l’UCOII, quando dicono il contrario lo statuto del Centro islamico, il sito dell’UCOII “Chi siamo” e il sito del Comune; 2) che in ogni caso che loro non avevano nulla a che fare con la moschea. Bugie che io ho rintuzzato una per una sul Carlino, imitato alcuni giorni dopo dal mio amico Magdi Allam sul Corriere.
Ma perché, secondo la giurisprudenza islamica, è lecita la taqquiya, la dissimulazione? È lecita nel momento in cui la tua vita, la tua libertà e le tue sostanze sono in pericolo. Quindi è lecita quando sei di fronte a un potere nemico, a un potere oppressivo. Allora ho chiesto a Nur: qual è in questo caso il potere nemico che mette a rischio la tua vita, la tua libertà e le tue sostanze? Il Comune di Bologna? I cittadini bolognesi? Lo Stato italiano? La società italiana? Perché la taqqiya, per trovare giustificazione, secondo la stessa giurisprudenza islamica deve essere espressa in una di queste tre situazioni, in cui la tua vita, la tua libertà o la tua proprietà siano a rischio. Non mi risulta che in Italia la vita, la libertà e la proprietà di un musulmano siano a rischio perché questi è un musulmano. Quindi in questo caso non sarà che sono LORO a considerare NOI i loro nemici? Cioè, rovesciamo la cosa.
Ma da queste cose, che ho scritto, che dico, che ho detto a Mancuso, a consiglieri comunali, sul giornale, alla radio, in televisione, se ne deduce un’altra: perché il comune di Bologna va dritto come un missile e insiste? Hanno battezzato l’UCOII e l’UCOII deve essere. Io ho il sospetto che ci sia qualcosa di non detto, qualche cosa di non chiaro: qualche protocollo segreto?
Se no è una cosa ancora peggiore. Dimostrerebbe una volontà direi luciferina di andare avanti.
Oltretutto l’UCOII dice rapresentiamo l’80 percento dei musulmani praticanti.
I musulmani praticanti sono forse il 7 percento dei musulmani Quindi sarebbero l’80 percento del 7 percento. Ma non è vero neppure questo! Questa associazione non arriva a 50 persone. Vi rendete conto stiamo veramente parlando del nulla? Se non fosse che il Comune insiste, e per ultimo per bocca anche del suo assessore Mancuso - si vede che il suo predecessore si vergognava - quando gli ho detto l’Ucoii così e così…ha detto “Non ci risulta. Queste sono brave persone”
C’è qualcosa che non va.
Ma c’è anche un’altra cosa che non va.
Mi dicevano alcuni dell’UCOII di Bologna che il futuro imam della futura moschea predicherà in arabo. Perché? Perché è la lingua di Allah. Ma della comunità islamica bolognese meno di un terzo sono arabi! Albanesi, bosniaci, bangladesh, pakistani, turchi, senegalesi: nessuno di questi parla arabo. L’unica lingua veicolare, comune a tutti, se l’imam volesse essere capito da tutto il suo gregge, sarebbe l’italiano.
Oltretutto, se parli in arabo classico con un muratore maghrebino, questo non ne capisce
Perché allora la
predica in arabo?
Per segnare un’alterità,
una diversità dalla società in cui vivi.
Per finire, c’è un libro: “Euroislam”, di un intellettuale nato a Damasco ma che da quando aveva 18 anni vive in Germania, che dice una cosa chiarissima: o noi europei sapremo, COLLABORANDO CON I MUSULMANI CHE CI SONO, CREARE UN EURO-ISLAM , che tenga separata la politica dalla religione, che faccia sì che i canoni religiosi e i canoni politici scorrano parallelamente ma non si intersechino, che riconosca i valori della democrazia, dell’uguaglianza dei sessi, e di altre cose, e allora avremo vinto, o non ci riusciremo, e allora prepariamoci a UN FUTURO MOLTO, MOLTO, MOLTO BUIO.
Noi qui questa sera stiamo cercando di fare proprio anche questo, di fare sì di aiutare quei musulmani che vogliono questo euro-islam, che vogliono la nostra democrazia, perché se no stavano a casa loro, se no non scappavano. Se erano così ricchi, così felici, così liberi, stavano a casa loro.
Sono venuti qui perché
erano poveri, perché erano servi, perché erano infelici. Sono venuti qui a
cercare qualcos’altro.
Quindi i nostri nemici in questo caso non sono solo i signori dell’UCOII, ma i signori del Comune di Bologna che, di fronte a questa serie di testimonianze inequivocabili – di cui le prove stanno sui loro testi, su libri pubblicati in Italia, non occorre sapere l’arabo, o l’inglese - dicono che non è vero, che abbiamo una visione manichea e una serie di altre sciocchezze.
Visto che il Comune non cambia idea, si tratterà di fargliela cambiare in qualche modo.
Ma io temo che ci sia un unico metodo: bloccare la moschea.
Chi vi parla è favorevole alla moschea, basta vedere come è messa via Pallavicini, perché la Costituzione italiana dice che ognuno ha diritto, nel rispetto della legge e del costume, di praticare la propria religione.
Non sono favorevole che una gigantesca moschea sovradimensionata venga affidata ai nemici principali dell’Occidente, che praticano la dissimulazione.